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Storia di un tecnico di radiologia in Austria

Willkommen! Parliamo di Austria – vita, cibo, lavoro, cosa vedere. Ogni tanto però, vi secco con le mie riflessioni.

Storia di un tecnico di radiologia in Austria

Categoria: Alta Austria

Perche non tornerei in Italia

Post che si lega con quello che ho scritto prima e che in parte ripete alcuni punti…

Sono 5 anni che vivo in Austria, un tempo sufficiente per stabilire e decidere se questo è il posto dove voglio vivere o no.

Come potete capire dal titolo  ho già preso la mia decisione e ora cercherò di spiegarvi il perché.

Il primo motivo, banale per alcuni, o fondamentale per altri, è quello economico.

A parità di lavoro in Austria guadagno di più. Questo ha altre implicazioni. Visto che non ho come obiettivo fare soldi, non perdo tempo in straordinari per avere 100€ in più al mese, soldi che forse in Italia sarebbero stati necessari.

Quello che guadagno in più, paradossalmente, mi permette anche di risparmiare tempo, che quindi posso dedicare ad altre attività.

Il secondo motivo, in parte legato al denaro è anche il fatto di vivere con meno ansia. Non ho paura di spendere 10€ in più al supermercato, di andare al cinema o mangiare fuori. Non ho ansia di non essere in grado di affrontare spese impreviste.

Ho meno stress anche perché il posto di lavoro (colleghi, superiori, pazienti) sono molto più rilassanti rispetto dove ho lavorato in Italia. Le discussioni, almeno quelle serie, succedono raramente. I pazienti, nel 99% dei casi, non sono li a puntare il dito o a fare inutili polemiche.

Un terzo motivo è la sicurezza. L’Italia non è il Sudamerica, ma non è nemmeno l’Austria. Furti in casa, furti d’auto, borseggi e via dicendo sono rari anche in grosse città come Vienna. I bambini di 6/7 anni vanno a scuola da soli prendendo il treno. Io avrei paura a mandare mio figlio/a da solo, ma questo perché vengo da una nazione dove è praticamente impensabile una cosa del genere. Questo succede anche a Vienna e non solo nel paesino di Heidi.

Quarto: i servizi. L’Austria ha ottimi servizi. Non ho idea se sono uguali o superiori a quelli dei paesi scandinavi, ma sicuramente sono tra i migliori in Europa e meglio di quello che offre l’Italia. Unica pecca è la burocrazia; non siamo distanti dai livelli italiani, anche se stanno cercando di porre rimedio, vedremo.

Quinto: l’ambiente. L’Italia ha naturalmente bellissimi posti da visitare, ma per fortuna anche l’Austria non è da meno. Se si ha voglia si può passare molto tempo nella natura.

Ora però vi dico le due cose che sicuramente non sopporto:

  1. La totale mancanza di rispetto dei fumatori, che hanno dalla parte loro la legge. Fumano molto e dappertutto.
  2. Il fatto che l’80% degli austriaci fanno sempre le stesse cose e hanno gli stessi Hobby. Difficile trovare un “tipo particolare” come invece avviene spesso in Italia. Potremmo dire che sono molto standard, non ti deludono ma nemmeno di fanno impazzire.

Quali orari rispettano i negozi e i centri commerciali in Austria?

Direi strani per noi italiani.
Ad esempio il Lidl fino a poco tempo fa apriva alle 7:30 e chiudeva alle 18:00.
Ora è  tra i primi ad aver cambiato orario portandolo dalle 7:40 alle 20:00. Diciamo quasi una rivoluzione per l’Austria.
Infatti qui gran parte dei negozi, ma anche i centri commerciali, aprono abbastanza presto (7:30/8) e chiudo presto (tra le 18:00-19:00). A Vienna potrete trovare alcuni centri commerciali che rimangono aperti fino le 20:00-21:00 ma nel resto dell’Austria è abbastanza raro.
Diciamo che, per chi lavora negli stessi orari dei negozi, è una vera scocciatura.
Se lavori facendo turni allora il problema è relativo.
Certo che ora che il Lidl ha iniziato a spostare in avanti l’orario di chiusura, probabilmente lo seguiranno altri (ammesso che porti maggiori incassi).
La domenica invece è tutto chiuso e quindi se avete bisogno di qualcosa dovrete andare in una stazione di servizio.

Documenti necessari per l’assunzione

La burocrazia austriaca è molto dettagliata.
Anche in caso di assunzione vi verranno richiesti una serie di documenti fondamentali ai fini pensionistici e del conteggio degli anni di anzianità maturata.
Alla fine saranno soddisfazioni.
Per esempio io sono stato assunto con già quattro scatti di anzianità e questo grazie al fatto che mi sono stati riconosciuti gli anni di tirocinio e i quasi 3 anni di lavoro in Italia.
Quindi ricordate di conservare tutti gli stati di servizio dei datori di lavoro e poi di farne una traduzione (o se disponibile fateveli rilasciare in inglese).
Per il discorso pensionistico, sarà necessario trovare la licenza elementare, media, il diploma e la laurea (non vanno tradotti, servono solo come prova che avete iniziato e finito gli studi). Io non ero riuscito a trovare la licenza elementare così ho richiesto alla scuola un’attestato che dall’anno tot all’anno tot ho frequentato quella scuola.
Necessaria anche la traduzione del certificato di nascita e del certificato di cittadinanza.
Naturalmente dovete avere anche un documento d’ identità (passaporto o carta d’identità).
Vi verrà chiesto anche il Meldezettel, un numero di conto per l’accreditamento dello stipendio e il documento che attesta che la vostra laurea è stata riconosciuta.
Quindi anche per l’assunzione mettetevi da parte qualcosa perché tra traduzioni e documenti vari almeno 100/200 euro partono.

Burocrazia – Meldezettel/Anmeldung

Il Meldezettel o Anmeldung è praticamente una registrazione che ogni persona che si trasferisce in Austria dovrebbe fare entro 3 giorni dall’arrivo. Questo serve per registrare la vostra residenza, oppure il domicilio, in Austria.
Solitamente si fa al Comune dove andrete a vivere  (esempio Horn) oppure al Magistrat (per quanto riguarda le città statuarie, come ad esempio Wels).
Questo è il file con il modulo da compilare e consegnare
Questo invece è il sito del governo che vi spiega cos’è, perché bisogna farlo, tempi ed eventuali conseguenze se non si fa.
Tenete conto che se lavorate in Austria avete automaticamente la residenza fiscale, anche se dichiarate di essere solo domiciliati in Austria. Ciò significa che; o vi iscrivete all’AIRE (ne parleremo un’altra volta al riguardo), così il fisco italiano non vi può dire nulla di quello che guadagnate in Austria, oppure mantenete la residenza in Italia e il domicilio in Austria ma in questo caso dovete dichiarare al fisco italiano ogni anno quello che gudagnate (poi se non sbaglio non viene ritassato grazie ad accordi bilaterali tra IT/AT e al fatto che è all’interno dell’UE).
Se andrete via dall’Austria idem dovete fare un Abmeldung, cioè dichiarare che non siete più residenti/domiciliati in Austria.
Nel modulo da compilare (oltre ai vostri dati personali) avrete bisogno dei dati di un documento (Carta d’identità opp. Passaporto) l’indirizzo dove andrete a vivere e (per ragioni fiscali) la vostra religione. Potete anche scrivere che non volete dichiararla o che siete atei (in questo caso non vi arriverà alcuna tassa che dovrebbe essere sui 100 euro/anno).
Il Meldezettel viene rilascito lo stesso giorno quando consegnate il modulo (10 min e siete a posto).
E’ importante non perdere il documento (anche perché l’eventuale copia è da pagare, mentre il rilascio no!).
Con il Meldezettel dormite tranquilli per 3 al massimo 4 mesi, poi c’è da fare un secondo ed ultimo documento: l’Anmeldungbescheinigung.

2 mesi

Sono passati poco più di due mesi da quando mi sono trasferito qui in Austria.
Quali sono le mie impressioni al riguardo?
Tutto sommato qui sto bene. Ancora esiste un minimo di civiltà, la burocrazia (per quanto complicata) procede speditamente. Sulle strisce pedonali non devo aspettare che passino 4/5 auto prima che qualcuno si fermi. Costo della vita e stipendio sono decisamente più equilibrati rispetto all’Italia. Le persone alla fine non sono male e molto più aperte di quanto normalmente si pensi. Il carico di lavoro in ospedale è praticamente uguale a quello italiano. L’Italia quindi non mi manca al momento per niente (grazie a internet poi, ci si può vedere con parenti ed amici quando si vuole. Ok virtualmente ma meglio di niente). C’è pero una nota dolente non da poco.
La lingua!
Premesso che sono arrivato in Austria con un livello B1 scarso, ma qui parlassero tedesco col mio B1 potrei fare qualcosa. Il problema è che parlano una lingua parente del tedesco e se mi metto ad imparare ascoltando, imparo il dialetto austriaco ma nessun tedesco. Quindi l’apprendimento della lingua procede al rilento. L’aspetto positivo è che l’accento austriaco secondo me è più piacevole e meno duro rispetto al tedesco classico…

Il cliente austriaco

Una prima cosa che mi sta lasciando perplesso (in senso positivo) sono i pazienti austriaci…
per chi ha lavorato in Italia capirà di cosa parlo.
Come sappiamo in Italia in linea generale si è abbastanza allergici al rispetto di una autorità (qualsiasi essa sia), sopratutto poi varcata la soglia dell ospedale tutti si sentono chi sa chi (sopratutto tutti si sentono medici,quindi perché vengono in ospedale? mah). Spesso (per fortuna non sempre visto che ancora di persone educate ci sono), per fare un esame sembra che sia il paziente a farti un favore a te e ogni cosa diventa una discussione (dal tempo di attesa, a cosa si deve togliere per fare l’esame al tempo necessario per la risposta e via cantando).
Dovete sapere che invece in Austria (sempre in linea generale) le persone di solito tendono ad aver un minimo di rispetto per chi ha un autorità o se non altro c’è un maggior rispettano per le regole.
In due mesi di lavoro ancora non ho sentito nessuno lamentarsi di quanto tempo ha dovuto aspettare prima di fare l’esame (e questo non perché aspettano poco…) o addirittura,cosa che mi è capitata in italia, di sindacare su quanto tempo stai impiegando per fare l’esame o peggio su quello che realmente è necessario togliersi per fare l’esame!!!
Per fare un esempio, l’altro giorno tra una chiacchiera e l’altra con i miei colleghi non avevamo visto che  fuori c’erano 4 persone in sala d’aspetto. Nessuno si è lamentano, nessuno mi ha sfondato la porta della diagnostica, nessuno si è messo a suonare il campanello in continuo e via dicendo (comportamenti che in italia, per chi lavora in ospedale sono la regola).
Rimane il problema anche in Austria della medicina difensiva (cioè quando arriva un persona al Pronto Soccorso a scanso di equivoci – e denunce – si fa un antipasto misto di RX così ci si butta sul sicuro). Ma questo dovrebbe essere un cambio di mentalità della gente…ma forse in Europa lo capiremo quando sarà necessario esibire prima la Mastercard e poi verrai caricato sull’ambulanza…

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