Il Covid19 in Austria

E’ da tanto tempo che non scrivevo nessun post sul blog. Purtroppo il mio tempo a disposizione ormai è ridotto al minimo. Probabilmente in futuro chiuderò completamente il blog, ma al momento, voglio lasciare accessibili le informazioni che nel tempo ho raccolto e che potrebbero risultare utili per chi si vuole spostare in Austria.

Oggi sfrutto il pessimo tempo (vento e pioggia) per scrivere due righe sul Covid19 in Austria.

Da circa 1 settima, quindi dal 15 giugno, qui praticamente non è necessario portare alcuna mascherina. Solo in pochi casi (Ospedale e in generale servizi alla salute o igene, come dentisti e farmacie) è ancora necessario indossare una mascherina. Da più di 1 mese invece si è completamente liberi di muoversi. In realtà è sempre stato possibile, solo che erano molti negozi chiusi, quindi a parte prendere un pò di aria fuori, non si poteva fare molto. Ho apprezzato quindi molto il mio giardino.

I casi sono sempre molto contenuti e le terapie intensive hanno retto molto bene anche in zone più colpite come il Tirolo (che anzi ha preso pazienti dall’Italia anche quando erano in piena “emergenza”). La gestione è stata secondo me abbastanza buona anche se non a livelli di altre realtà in estremo oriente (Taiwan, Corea e Giappone per esempio), si sarebbero potuti prendere alcuni piccoli provvedimenti (tipo l”inutile” mascheria, distanziamento sociale e controlli in ingresso da medici curanti e ospedali) almeno da quando era arrivata la notizia della trasmissione da uomo a uomo (20 gennaio se non sbaglio?).

Penso che la principale operazione che ha permesso al covid di diffondersi in maniera più lenta e controllata rispetto ad altri paesi europei sia stata quella di evitare come la peste di far entrare pazienti con covid19 in ospedale e dai medici curanti. E’ stato da subito lanciato un numero verde a cui chiamare in caso di sintomi sospetti (da subito indendo anche prima del lockdown, era sempre consigliato di non andare ne in ospedale ne dal medico curante in caso di sintomi tipici di Covid19), poi, se ritenuto necessario, si è proceduto con i test effettuati direttamente a casa. Sono stati introdotti i controllati all’ingresso in ospedale e impedito le visite da parte di conoscenti e parenti. Molti pazienti non gravi sono stati ricoverati in struttute non ospedaliere. Praticamente hanno evitato in tutti i modi di portare pazienti Covid in giro a infettare personale e altri pazienti. Spesso sono stati chiusi subito interi reparti (addirittura in Stiria è stato chiuso un’intero piccolo ospedale per due settimane).

Alla fine, non abbiamo avuto nessuna emergenza, abbiamo continuato a lavorare con un leggero calo di pazienti (diciamo che hanno rinviato le cose meno importanti forse di 2/3 settimane al massimo).

Come ricompensa il nostro Land ha dato 500€ di premio per tutti i dipendenti nella sanità, anche se alla fine non abbiamo fatto molto…tranne continuare a lavorare a volte con un pò di paura.

Vediamo a questo punto come andrà avanti la storia sopratutto nella prossima stagione invernale…