La perenne carenza di personale sanitario

L’Austria ( o forse l’Europa), soffre una perenne carenza di personale sanitario. Non solo infermieri, tecnici od operatori socio sanitari, ma anche di medici. Nella regione dove vivo (circa 1.600.000 abitanti) se andate a vedere nei vari siti internet delle aziende sanitarie, troverete centinaia di posti liberi. Ve ne linko alcuni per farvi un’idea

https://karriere.klinikum-wegr.at/Jobs

https://jobs.kepleruniklinikum.at/Jobs

https://karriere.ooeg.at/engage/jobexchange/showJobOfferList.do?init=true&j=jobexchange

Non li ho messi tutti e questo ripeto è solo della regione dove vivo, le cose non migliorano in altre zone. Come mai?

Se siete medici vi ritroverete a studiare almeno 10 anni per poi ritrovarvi con una bella responsabilità, lavori di notte e festivi, e uno stipendio che in Austria non è male ma che avreste potuto avere tranquillante studiando 5 anni con altre lauree e con meno responsabilità o comunque senza responsabilità sulla vita di una persona. Mi sembra ovvio che alla lunga questo crea frustrazione e rende il lavoro di medico appunto un lavoro e non più una passione e se non ti piace fare il medico farlo bene diventa difficile. Quindi direi che stipendi non più adeguati e responsabilità verso pazienti sempre più esigenti stanno creando una fuga da questa professione.

Poi ci sono gli operatori sanitari (dall’infermeria/e al tecnico/a ecc.). Qui il discorso lo farei solo basandomi sulla realtà austriaca. Se volete fare il tecnico di radiologia vi tocca studiare in una Fachhochschule (università tecnica diciamo) per 3 anni. Vuol dire che dovete avere fatto l’esame di maturità poi pagare le tasse universitarie (le Fachhochschule a differenza delle vere e proprie Uni hanno delle tasse semestrali di solito di 350€/semestre) e in quei 3 anni non guadagnare 1€ (almeno non da quello che state studiando).

All’austriaco quindi si aprono diverse scelte:

  1. faccio una Berufschule che mi permette già a 16 anni di avere la mia indipendenza economica e dopo che ho finito i 3 anni di avere già il lavoro con un stipendio dignitoso, anzi se scegliete la giusta scuola professionale avrete uno stipendio pari a quello di un’operatore sanitario o anche superiore.
  2. faccio una scuola tecnica, che mi da l’opportunità di iscrivermi all’Uni/FH oppure di cercare subito lavoro, anche qui con uno stipendio spesso e volentieri pari o superiore a un’operatore sanitario.
  3. faccio il liceo e poi scelgo liberamente l’Uni/FH. Di queste Uni/FH sono consapevole che quelle sanitarie mi offriranno tra gli stipendi più bassi, nessuna o poche possibilità di carriera, lavoro di notte/festivi, obblighi stringenti ecc. (ci sono Laender austriaci che pagano a livelli di commessa con qualche anno di esperienza, solo che per fare la commessa in Austria basta l’equivalente della scuola media)

Capite quindi che l’Austria non è l’Italia, le possibilità sono molte e tantissimi lavori con meno sforzo offrono stipendi migliori. Aggiungo pure che mentre nella sanità si lavora 40 ore, in quasi in tutti gli altri casi, si lavora 38,5 ore. Se andate a vedere la paga oraria sarà ancora più miserabile.

Ricapitolando; responsabilità e stipendi troppo bassi (per gli standard austriaci, sennò parliamo di stipendi di circa 400/500€ superiori rispetto a quelli italiani a inizio carriera, poi la forbice si allarga ulteriormente di altri 200/300€) stanno portando a una fuga dalle professioni sanitarie, che ormai non si riesce nemmeno tanto bene a compensare con lavoratori dall’estero (tenendo conto del potere di acquisto, spesso per cechi, slovacchi e sloveni non ha senso spostarsi, ancora tengono gli ungheresi, rumeni e bulgari, mentre ormai il numero di medici tedeschi che decidono di rimanere in Austria crolla sempre di più).

Soluzioni? Per ora la soluzione è quella di schiacciare ulteriormente gli stipendi in basso creando figure intermedie tra l’OSS e l’infermiere (praticamente fa le stesse cose dell’infermiere ma viene pagato una miserie, diciamo che la donna delle pulizie dell’ospedale avrà uno stipendio non troppo dissimile) o nel caso del tecnico di radiologia e laboratorio, delle figure professionali che possono fare le stesse cose (tranne radioterapia e medicina nucleare) ma con stipendi ridicoli. Chi va a fare questi lavori? Mediamente stranieri o austriaci di 40/50 anni disoccupati da una vita perché non hanno avuto voglia nemmeno di fare una scuola professionale e ora vengono costretti dall’ufficio di collocamento a fare certi corsi per non rischiare di perdere i sussidi. Conseguenze? Prestazioni sanitarie sempre più mediocri (ma economiche) e ulteriore fuga dalla professioni sanitari (spero per loro che siano già pronti dei robot sennò quando sarò vecchio io non so chi verrà a curarmi).

Nella FH per tecnico ogni anno ci sono 30 posti disponibili qui in Alta Austria. Sapete in quanti finiscono? Se va bene 10, quindi già di 3 anni sono stati formati circa 60 tecnici in meno del previsto.

Quali potrebbero essere le VERE soluzioni? Prima su tutte adeguare l’orario di lavoro a quello nazionale ossia di 38,5 ore (almeno aumenti la paga oraria di botto). Se proprio non vogliono subito aumentare lo stipendio almeno avere una buona progressione con il passare degli anni così da ritrovarsi con uno stipendio adeguato alla media dopo 6/8 anni. Aumentare le possibilità di carriera con master che permettono la specializzazione in determinate aree, come Radioterapia, MR, sala operatori ecc. (e poi aumento adeguato dello stipendio, proprio perché si diventa specializzati, anche se come ho scritto prima la direzione scelta è esattamente l’opposto, sempre meno specializzazione per schiacciare gli stipendi).

Senza provvedimenti simili vedo alla lunga poche speranze, almeno che una crisi economica importate costringa le persone a prendere quello che trovano anche qui in Austria…